La parola Walser è una variazione di Walliser cioè abitante del Wallis, termine tedesco che indica la parte superiore della valle del Rodano, valle per eccellenza nella cultura alpina. 

Dall'ottavo secolo gli Alemanni, che occupavano le valli inferiori del Reno e le prealpi svizzere, risalirono l'Oberland bernese e s'affacciarono all'altopiano de Goms. Incominciò così la colonizzazione tedesca dell'Alto Vallese che fu anche la più elevata delle colonizzazioni alpine. 

Dal 1000 al 1200, si verificò un lento flusso migratorio proveniente dal Vallese che si stabilì nelle valli ai piedi del Monte Rosa. Attraverso il colle del Monte Moro ed il passo del Teodulo, i Walser raggiunsero tutte le testate del Rosa.

La lingua Walser è una parlata alemanna non omogenea che possiede anche un certo numero di specialità proprie che la distinguono dalle altre parlate delle zone alpine. In particolare ad Alagna è detta titsch. Condividendo il tedesco, l'italiano ed il francese si è in presenza di una lingua chiamata quadrilinguismo.    In alcune località tra cui Gressoney, questa lingua si è conservata particolarmente bene. 

Il popolo Walser era un popolo molto religioso, tanto che spesso sfociava nella superstizione e che portava a mettere il demonio dietro a qualunque cosa di brutto capitasse. Molte leggende sono state tramandate di secolo in secolo, e in molte di esse si parla dei trapassati e di vita ultraterrena. In una parete delle proprie abitazioni esisteva sempre una piccola finestra che veniva aperta solo quando c'era un morto in casa, per permettere all'anima di uscire, e subito dopo richiusa affinché l'anima fosse impossibilitata a rientrarvi.

La perfetta geometria delle case instaura un ordine classico che si confronta con la natura. Umiltà ed uguaglianza di ciascuno nell'ordine e nel rispetto della comunità intera. Quindi testimonianza di un popolo estremamente e felicemente ordinato. 

La casa rurale dei Walser racchiude sotto un unico tetto l'abitazione, la stalla e il fienile.     Di regola la casa è di tre piani. Il piano inferiore seminterrato, in muratura di pietre, era generalmente utilizzato come stalla e locale per l’abitazione “wongade”, la parte superiore era in legno, precisamente in tronchi di larice squadrati ed abilmente incrociati, e presentava al primo piano le camere da letto; all'ultimo piano il fienile e la cameretta per la conservazione dei viveri.

La stalla è contenuta nel basamento in muratura ed è quindi riparata perfettamente dai venti e dal gelo. E' il luogo più caldo della casa tanto che, in un angolo, è ricavato lo spazio per il soggiorno della famiglia. Il calore della stalla, salendo in alto, trasmette tepore alle soprastanti camere da letto; sopra queste il fienile crea uno sbarramento termico totale. Generalmente la stalla veniva pavimentata con dei grossi lastroni di pietra e attraversata dal canaletto per lo scolo del letame. Il breve spazio riservato al soggiorno era areato, arredato con panche di legno e un tavolo ribaltabile e con un fornetto di pietra. Tra la stalla e il soggiorno non vi erano pareti ma solamente un parapetto di legno alto circa un metro, il wongade era luogo di vita quotidiana: era in questa stanza che la famiglia trascorreva il suo tempo.

Il Popolo dei Walser

Località Edelboden Inferiore, 14, 11020  Gressoney-La-Trinité. AO, Italia

Tel: 0125 366052 Cell. 329 9793070

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